TELEFONINO: GIULIODORI (CEI) E DE RITA (CENSIS), " NON È COMUNICAZIONE DI MASSA. C’È IL RISCHIO DI UN LINGUAGGIO IMPOVERITO"

“Il telefonino interpreta la comunicazione mediata come fenomeno totalizzante della nostra epoca”: è quanto affermato da mons. Claudio Giuliodori, direttore dell’Ufficio comunicazioni sociali della Cei, in occasione della tavola rotonda su “La funzione sociale di un nuovo mass-media”, svoltasi oggi a Roma per iniziativa dell’Associazione spettatori Aiart. Il telefonino costituisce, secondo Giuliodori “un elemento totalizzante nella vita della persona in quanto supera la distinzione tra ambito lavorativo e familiare o del tempo libero”, diretto a realizzare un tipo “di socialità diffusa o di rete”, anche come risposta alla “frammentazione sociale e all’individualismo che connotano il tempo attuale”. D’accordo Giuseppe De Rita, segretario generale del Censis, per il quale il telefonino rappresenta “un fenomeno di massa” – lo possiedono 50 milioni di italiani – “ma non di comunicazione di massa” in quanto realizza una “comunicazione interpersonale, spesso semplificata con conseguente impoverimento del linguaggio” e, nell’ipotesi in cui venga utilizzata per trasmettere informazioni o chiedere opinioni “non controllabile e a rischio di diffusione di verità ‘taroccate'”. Per passare da una idea del telefonino da” strumento da controllare a strumento di crescita del sistema sociale” (nell’ambito del lavoro a distanza o nell’aiuto nella costruzione e nel mantenimento delle relazioni personali), ha concluso Giuliodori, “un livello alto di responsabilità deve accompagnare lo sviluppo della tecnologia”.