PAPA: “L’ATTESA DI GIUSTIZIA È PRESENTE IN TUTTE LE SPIRITUALITÀ E LE CULTURE”

” “”L’attesa di giustizia presente in tutte le culture, il bisogno di verità e d’amore avvertito da tutte le spiritualità, contengono una tensione verso il Signore, che solo quando a Lui approda, si placa”. Lo ha detto oggi Giovanni Paolo II, commentando, nella sua catechesi settimanale del mercoledì, il Cantico del capitolo 15 dell’Apocalisse, l’Inno di adorazione e di lode. “È bello pensare a questo respiro universale di religiosità e di speranza – aggiunge il Papa -, assunto e interpretato dalle parole dei profeti: “Dall’oriente all’occidente grande è il mio nome fra le genti e in ogni luogo è offerto incenso al mio nome e una oblazione pura, perché grande è il mio nome fra le genti, dice il Signore degli eserciti” (Ml 1,11)”. Il Santo Padre spiega il significato del “flagello-piaga” di cui si parla nell’Apocalisse: “è simbolo di un giudizio sul male, sull’oppressione e sulla violenza del mondo. Per questo è anche segno di speranza per i giusti. I sette flagelli – com’è noto, nella Bibbia il sette è simbolo di pienezza – sono definiti come “ultimi”, perché in essi l’intervento divino che argina il male giunge al suo compimento”. Inoltre nell’inno, aggiunge il Papa vengono esaltate le “”grandi e mirabili opere” del “Signore Dio onnipotente”, ossia i suoi gesti salvifici nel governo del mondo e nella storia”. “La vera preghiera, infatti – precisa -, oltre che domanda, è anche lode, ringraziamento, benedizione, celebrazione, professione di fede nel Signore che salva”.