UNIONI GAY: CARD. PIOVANELLI (FIRENZE), NO A "OSTENTAZIONE" ED "EQUIPARAZIONE" COL MATRIMONIO, SÌ A "RISPETTO DELLA PERSONA" (2)

"Dinanzi a persone che vivono esperienze di omosessualità – prosegue il card. Piovanelli nell’articolo che sarà pubblicato domani su "Toscana oggi" – è fondamentale tener conto che nessuno è responsabile di tendenze che trova in sé; che non si deve giudicare con eccessiva severità situazioni che non si conoscevano, accentuando indebitamente il senso di colpa. Ma sarebbe ugualmente grave concorrere a creare una coscienza di pieno adeguamento alla situazione e di assoluzione a priori di qualunque comportamento". Il cardinale parte dal presupposto che "l’omosessualità è un fenomeno complesso, che domanda una seria verifica della situazione soggettiva, perché se ne possa cogliere il significato esistenziale". Si va, infatti, "dal caso della perversione, che va radicalmente condannato, al caso della nevrosi che domanda un trattamento psico-terapeutico, a quello della pulsione omosessuale come modo di essere – al-mondo". Nel primo caso, spiega Piovanelli, "l’omosessualità si manifesta come piacere della trasgressione, ricerca del male per il male, continua volontà di autogiustificazione e bisogno di distruggere i valori che non si è in grado di vivere". Questo tipo di omosessualità, ricorda il cardinale, "va decisamente condannato, mentre una grande attenzione e cautela sono necessarie nella valutazione del comportamento omosessuale indotto da situazioni nevrotiche". La morale cattolica, conclude Piovanelli invitando d distinguere caso per caso, implica la "contrarietà a manifestazioni", come il "gay pride", che "siano ostentazione compiacente della omosessualità, anche perché la seduzione di una esperienza nuova, insolita, con il fascino del proibito, può mietere vittime anche presso ragazzi e ragazze che in realtà abbiano una tendenza eterosessuale".