Il Pallio è un segno eloquente di quel "principio di comunione" fondamentale nella Chiesa, che "per essere una" ha bisogno del "peculiare servizio" del vescovo di Roma.Lo ha detto oggi il Papa, che nel corso della tradizionale udienza generale è tornato sull’incontro di ieri con il patriarca di Costantinopoli, Bartolomeo I, e sulla cerimonia per l’imposizione dei pallii agli arcivescovi metropoliti. Soffermandosi sul" significato" di questa "antica consuetudine", il Papa ha definito la consegna della stola agli arcivescovi un "attestato di comunione con il vescovo di Roma", che "conserva anche oggi una singolare eloquenza", in quanto "esprime il fondamentale principio di comunione, che dà forma alla vita ecclesiale in ogni suo aspetto; ricorda che tale comunione è organica e gerarchica; manifesta che la Chiesa, per essere una, ha bisogno del peculiare servizio della Chiesa di Roma e del suo vescovo, capo del collegio episcopale". Altro significato del Pallio, secondo il Pontefice, la "cattolicità della Chiesa", che "è stata inviata da Cristo per annunciare il Vangelo a tutte le nazioni e per servire l’intera umanità. Salutando, poi, i fedeli polacchi, Giovanni Paolo II ha aggiunto che il Pallio rappresenta "il perseverare dei fedeli nell’unità con il vescovo di Roma".