” “”La gente viene qui a cercare il segno della presenza di Dio di cui ha bisogno e Padre Pio e la sua santità sono uno dei segni più grandi che Dio ci abbia donato in questo tempo”, ma “occorre una lettura nuova della sua figura, a partire innanzitutto dai professionisti dell’informazione che si avvicinano a questo ‘mistero’ e che sono i principali opinion makers”. Così mons. Domenico Umberto D’Ambrosio, arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo e delegato della Santa Sede per il Santuario e le Opere di Padre Pio, intervenuto oggi alla conferenza stampa di presentazione del nuovo santuario che, intitolato al cappuccino proclamato santo da Giovanni Paolo II il 16 giugno 2002, verrà consacrato domani 1° luglio. “La risposta ha proseguito mons. D’Ambrosio, che domani presiederà la celebrazione eucaristica con il rito di dedicazione – è nelle pietre di questa straordinaria opera che, come la pietra ribaltata del Vangelo, raccontano la sconfitta della morte e la vittoria della resurrezione”. Rispondendo ai giornalisti il presule ha precisato che, in merito alla traslazione della salma di Padre Pio nella nuova cripta, “non è stata ancora presa alcuna decisione” e “la vicenda seguirà il naturale evolversi dei tempi”. “Occorre chiedersi se la questione sia posta in termini oggettivi o strumentali. Per ora non ci poniamo il problema; pensiamo soltanto alla dedicazione del santuario” ha aggiunto padre Paolo Maria Cuvino, ministro provinciale dei Frati minori cappuccini della Provincia religiosa “Sant’Angelo e Padre Pio”. E sui suoi rapporti con i frati cappuccini, riferendosi a quanto affermato da alcuni organi di informazione, D’Ambrosio ha chiarito che “non ha senso parlare di un miglioramento. Le novità provocano sempre interrogativi e la situazione inedita creatasi l’anno scorso con la decisione della Santa Sede ha creato un po’ di sorpresa, ma con il passare dei mesi tutto si è chiarito”. (segue)