Saranno pellegrini provenienti da Siberia, Stati Uniti, Israele, Palestina, Iraq e Romania quest’anno a portare le loro testimonianze al XXVI pellegrinaggio della pace da Macerata a Loreto, che si aprirà la sera di sabato 5 giugno, con una messa allo stadio Helvia Recina (ore 20.30) presieduta dal card. Renato Martino, presidente del Pontificio Consiglio della giustizia e pace. Il porporato rientra oggi, da una visita in Uganda, dove ha incontrato i vescovi locali e la popolazione. Il pellegrinaggio, al quale sarà presente anche Paola Bignardi, presidente nazionale dell’Azione Cattolica italiana, è promosso, come negli anni scorsi, da Comunione e Liberazione e si snoderà per 27 km lungo un cammino mariano di antichissima tradizione. Nel 1993 vi prese parte Giovanni Paolo II e in quell’occasione indicò questo appuntamento come un particolare momento “di preghiera e di penitenza per invocare il dono della pace”. Nello stadio di Macerata il card. Martino accoglierà i tedofori che porteranno la “Fiaccola della pace”, benedetta mercoledì dal Papa. Seguirà un collegamento televisivo in diretta con il santuario di Lourdes, in occasione del 150° anniversario del dogma dell’Immacolata Concezione, proclamato da Pio IX l’8 dicembre 1854. Nello stesso momento il Papa sarà allo stadio di Berna per l’incontro di preghiera dei giovani svizzeri e il gemellaggio di preghiera si estenderà quindi dalle Marche alla Svizzera, oltre che a Lourdes. I pellegrini saranno accolti, al mattino di domenica (ore 6.30), dal card. Martino che ha composto per l’incontro di preghiera conclusivo una speciale “Preghiera a Maria, regina della pace”. La giornata marchigiana del porporato si concluderà con una visita al carcere di Fossombrone, dove verrà lanciato con tutti gli ergastolani ivi reclusi un appello in favore della difesa dei diritti umani e contro la tortura.