BONHOEFFER: A ROMA UN CONVEGNO SUL TEOLOGO PROTESTANTE MORTO IN UN LAGER NAZISTA

” “”L’umanesimo di Bonhoeffer è profondamente radicato nella vita, morte e resurrezione di Cristo” ma, è al tempo stesso, “forgiato dall’incontro con l’altro, modellato nella sofferenza e nella lotta per la verità e la giustizia” e, nonostante tutto, “afferma la bontà dell’uomo contro la perversione, la speranza contro la disperazione e la vita contro la morte”. Per questo, secondo il teologo sudafricano John de Grauchy, intervenuto oggi al IX Congresso internazionale su “Dietrich Bonhoeffer e l’umanesimo cristiano”, rimane di grande attualità la figura del teologo protestante tedesco morto nel 1945 in un campo di concentramento nazista. L’incontro, promosso a Roma (fino all’11 giugno) dalla International Bonhoeffer society, e cui partecipano un centinaio di studiosi di 14 diversi Paesi, è stato aperto ieri sera da Keith Clements, segretario generale della Conferenza delle Chiese europee (Kek). “Ciò che rende Bonhoeffer ancora attuale – ha detto Clements – è il suo essere testimone del bisogno di riaffermare il significato di ogni persona in un’epoca nella quale esso viene minacciato, abusato, volgarizzato”. Per Ary Braakman (Olanda), “pur venendo da ambienti culturali profondamente diversi, Bonhoeffer e il cattolico Maritain hanno molto in comune” nella “visione della Chiesa come istituzione in grado di contribuire all’emancipazione e alla socializzazione dell’individuo e della società. La loro eredità può aiutare la cristianità a costruire una società più umana”.