SATANISMO: CLIMATI (SCRITTORE), “OCCULTISMO SEMPRE PIÙ DIFFUSO TRA I GIOVANI”

I recenti episodi di satanismo giovanile, “sui quali, prima di esprimere giudizi affrettati, occorrerà fare maggiormente luce”, sono “un campanello d’allarme per prendere sul serio un problema ancora troppo sottovalutato: la sempre maggiore diffusione dell’occultismo tra i ragazzi”. Ad affermarlo è Carlo Climati, studioso di satanismo giovanile ed autore di diversi libri sull’argomento, per il quale alla base di certe “pericolose tendenze” ci sono “l’egoismo e la voglia di potere”. “Il satanismo – dice – non è altro che la presunzione di vivere seguendo le regole di vita che più fanno comodo e cercando di soddisfare il proprio, egoistico piacere”. I messaggi che vengono proposti ai giovani “attraverso certa musica, certi programmi televisivi o altri mezzi di comunicazione”, hanno come comune denominatore il ‘Fai ciò che vuoi'”. “Uno stile di vita – afferma l’esperto – che rischia facilmente di contagiare i giovani, perché si presenta con il volto accattivante della libertà totale. Punta a creare confusione tra i giovani, per costruire una specie di “società al contrario” in cui “il bene diventa male e il male diventa bene”. Non a caso, “il principale simbolo utilizzato dai satanisti è la croce capovolta. Esprime alla perfezione il rovesciamento di quei valori universali che dovrebbero unire l’umanità: la pace, la speranza, la solidarietà, la fratellanza, la caduta di ogni muro e confine”. Il satanismo, invece, “tende a diffondere tra i ragazzi un senso di pessimismo, di resa, di oscurità, di sconforto. In più, istiga all’odio nei confronti degli altri”. Lontano dal demonizzare tutta la musica rock, Climati dichiara che “un certo tipo di musica rock si fa promotrice di certi non-valori. Alcuni complessi sono anche razzisti ed incoraggiano l’intolleranza nei confronti di ebrei e persone di colore”. Senza dimenticare che “alcune case discografiche continuano a produrre dischi satanici, senza pensare alle conseguenze che potrebbero avere sui giovani”. Tuttavia, conclude, “quando i giovani vengono spinti a riflettere, in profondità, sui testi delle canzoni, sui contenuti dei dischi e sull’orribile mentalità che li accomuna, si accorgono di essere stati ingannati”.