“Un vero naufragio del senso di umanità” che dimostra l’urgenza di “risposte che si inquadrino in una visione d’insieme dell’Unione europea” delle politiche in materia di immigrazione e asilo. Così la Consulta diocesana per i problemi sociali e del lavoro di Agrigento commenta lo sbarco dalla nave Cap Anamur, con 37 profughi sudanesi, avvenuto stamani a Porto Empedocle. In una nota del responsabile, Salvatore Pezzino, la vicenda viene definita “un capitolo indecente di una storia che ha rappresentato un vero naufragio del senso di umanità”. “Un incubo si è concluso prosegue Pezzino – ma la vicenda merita di tenere i riflettori accesi su quanto avvenuto anche perché le titubanze a dare una soluzione civile al problema incontravano le esigenze di non creare precedenti”, mentre “le dispute giuridiche tra Paesi europei sulle rispettive competenze ad intervenire, finivano, purtroppo, con l’avere il sopravvento rispetto ad una situazione che” era subito apparsa un’emergenza. E intanto, mentre la Germania si è chiamata fuori affermando che “il solo competente nella vicenda è il governo italiano”, a prescindere “dal caso specifico e dallo status che rivendicheranno i fuggitivi del Sudan annota ancora Pezzino – non c’è dubbio che i movimenti migratori sono diventati un fenomeno globale e continuano ad esserlo in una realtà che i singoli Stati non possono affrontare da soli”. Un fenomeno, conclude la nota, “che ha bisogno di risposte che si inquadrino in una visione d’insieme dell’Unione europea nell’ambito di una politica sulle migrazioni e l’asilo capace di cogliere la peculiarità dei fattori sociali, economici e demografici dell’intera area dei 25 Paesi”.