CAP ANAMUR: UN SIT-IN DI SOLIDARIETÀ AI MARINAI ARRESTATI E UNA VEGLIA DI PREGHIERA PER I PROFUGHI

Un sit-in davanti alla Questura e Prefettura di Agrigento per esprimere solidarietà ai membri dell’equipaggio della Cap Anamur arrestati ieri, e una veglia di preghiera di fronte ai cancelli del Centro di permanenza temporanea "San Benedetto" che ospita i 37 profughi sbarcati ieri mattina a Porto Empedocle. È quanto hanno organizzato per questa sera nel capoluogo siciliano i missionari comboniani, dopo gli sviluppi della vicenda dei profughi sudanesi, culminati con l’arresto del comandante dell’imbarcazione, del primo ufficiale e dell’armatore, accusati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. A darne notizia al Sir invitando "tutta la società civile a partecipare" è padre Gaspare Trasparano Di Vincenzo, il missionario che con il confratello Cosimo Spadavecchia per alcuni giorni ha vissuto a bordo della nave accanto ai passeggeri e che insiste nel definire "saggia e inevitabile la decisione del comandante di chiedere lo sbarco dei naufraghi". "Sulla nave c’era molto nervosismo – racconta padre Gaspare -; quando domenica sera sono sceso a terra ho incontrato il questore Salvatore Casabona e gli ho chiesto di far salire a bordo degli psicologi perché il livello della tensione era altissimo e temevamo il peggio. Già un uomo aveva tentato di gettarsi in mare per la disperazione, ma il questore non ha accolto la mia richiesta. Ciò che più mi amareggia – prosegue – è che si continuano ad affermare cose prive di fondamento e non si vuole tenere in alcun conto la testimonianza di chi era sulla nave e ha vissuto la vicenda in prima persona".