” “Dopo i vescovi dell’Emilia Romagna e le associazioni cattoliche dell’Umbria, anche i vescovi delle Marche esprimono il proprio giudizio sul testo del nuovo statuto regionale che, a differenza di Umbria ed Emilia Romagna, dove gli statuti sono già stati approvati in prima lettura, sarà sottoposto nei prossimi giorni all’esame del Consiglio regionale. Pur ritenendo l’attuale testo “migliorato” rispetto ad un precedente documento “sottoposto a consultazione” da parte delle “varie espressioni della società marchigiana”, i vescovi delle Marche ne rilevano alcuni punti da rivedere. “Nel preambolo si legge in una nota di mons. Giuseppe Orlandoni, presidente della Commissione episcopale regionale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace, diffusa il 12 luglio compare ora un opportuno richiamo alla matrice religiosa” prima assente, ma esso “appare incompleto perché non si dice chiaramente che nella nostra terra la tradizione religiosa è cristiana e cattolica”. Quanto al principio di sussidiarietà, “non convince che essa venga reso funzionale soltanto alla realizzazione degli obiettivi della politica regionale quando la Costituzione lo mette in relazione con ‘lo svolgimento di attività di interesse generale'”. Per mons. Orlandoni nel testo manca anche “un accenno alla necessità di riconoscere e tutelare il pluralismo delle istituzioni scolastiche come pure il pluralismo del sistema dell’informazione locale”, e “dovrebbe essere richiamata l’esigenza” di favorire “lo sviluppo della cultura e della ricerca nei diversi campi”. Di fronte alla scelta dell’elezione diretta del presidente della Regione, occorre “razionalizzare i rapporti fra i vari organi della Regione – conclude la nota – allo scopo di precisare il contributo di ciascuno di essi alla realizzazione delle politiche in favore dei cittadini”.