” “"Inviare un messaggio – un pensiero, un disegno, un saluto – all’ulivo di via D’Amelio piantato nel luogo in cui, il 19 luglio 1992, avvenne l’esplosione nella quale persero la vita il giudice Paolo Borsellino e i cinque agenti della sua scorta Walter Cosina, Vincenzo Li Muli, Agostino Catalano, Emanuela Loi e Claudio Traina". È l’invito rivolto dal gruppo di Firenze dell’associazione "Ragazzi di Paolo" (il messaggio può essere inviato a Ulivo di via D’Amelio, c/o famiglia Borsellino, via D’Amelio 19, 90143 Palermo o all’indirizzo info@ragazzidipaolo.it). Sempre in via D’Amelio a Palermo, il 19 luglio, l’associazione "Libera" ha organizzato nel pomeriggio un momento di ricordo e di riflessione ‘per la pace e la giustizia’ che proseguirà in serata, presso la Biblioteca comunale, con un dibattito su ‘Lo Stato e la lotta alla mafia’ cui parteciperanno don Luigi Ciotti, Rita Borsellino, Umberto Santino e Gian Carlo Caselli. Domenica 25 luglio, in via Amelia 23 a Roma, "Libera" ricorderà Rita Atria, la ragazza di 16 anni che con la sua testimonianza aiutò le indagini sulla mafia del giudice Borsellino. "Bisogna rendere coscienti i ragazzi che vivono nella mafia – scriveva Rita Atria nel suo diario proprio il 19 luglio 1992 – che al di fuori c’è un altro mondo, fatto di cose semplici ma belle, di purezza, un mondo dove sei trattato per ciò che sei non perché sei figlio di quella persona o perché hai pagato per farti fare quel favore. Forse un mondo onesto non ci sarà mai, ma se ognuno di noi prova a cambiare, ce la faremo".