” “”Sorpresa” per la contestazione della legge sulla procreazione medicalmente assistita da parte dell’Ordine dei Medici, che ha giudicato quella approvata a febbraio una legge “lesiva del codice deontologico e della libertà e autonomia del medico”. Ad esprimerla è l’Associazione Medici Cattolici Italiani (Amci), che in una nota risponde alle dichiarazioni della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri (Fnomceo), secondo cui la legge 40/2004 “limita la libertà del medico, nel momento in cui lo costringe a scelte contrastanti con le acquisizioni della scienza e con l’interesse del paziente”. Una posizione, questa, votata all’unanimità (solo 2 gli astenuti) dal Consiglio nazionale della Fnomceo e con la quale i medici giudicano una legge che, da un lato “colma un pericoloso vuoto legislativo” ma dall’altro “lede pesantemente il Codice deontologico della professione, a partire dai principi di libertà e di indipendenza di giudizio”. “Lungi da noi di voler contestare il codice deontologico che approviamo e condividiamo è la replica dei medici cattolici e che tutti i medici devono rispettare, riteniamo, però, che sarebbe stato opportuno che la Fnomceo attendesse almeno l’ufficializzazione delle linee guida che il Ministero della Salute sta per emanare”. Di fronte a “leggi che toccano profondamente i fondamentali processi vitali”, ricorda ancora l’Amci, “il medico ha diritto all’obiezione di coscienza, questa sì nel pieno rispetto della sua libertà e autonomia, rimanendo ben fermo che il primo dovere del medico, da sempre, è prioritariamente la difesa della vita indipendentemente dalla sua qualità”.