” “”Nulla da ridire” sulla possibilità di riservare un’area alla sepoltura degli islamici nel cimitero urbano di Salerno: “Non vedo una commistione di fedi, quanto, piuttosto, un atteggiamento di disponibilità, di accoglienza, di tolleranza, di solidarietà umana, sia come uomini sia come cristiani. Tra le opere di misericordia corporali, infatti, c’è anche quella di seppellire i morti”. Questo è il parere di mons. Gerardo Pierro, arcivescovo di Salerno-Campagna-Acerno, che interviene in merito alla richiesta fatta al sindaco della città dall’imam di Salerno Rachid Amadia. “Quando muore un musulmano afferma mons. Pierro non sempre la famiglia ha la possibilità economica di portare la salma nella terra di origine. Anche gli islamici, quindi, hanno diritto, a mio giudizio, di seppellire i loro morti e noi di accoglierli, ma qui non c’entra la fede”. D’altra parte, aggiunge mons. Pierro, “la disciplina della Chiesa ha subito un cambiamento anche per quanto riguarda i suicidi, che, una volta, non si seppellivano nel cimitero accanto ai fedeli, ma in un’area riservata. Oggi a un suicida si fanno le esequie, pur ribadendo che la vita è solo di Dio, perché non si usa la giustizia, che è del Signore, ma la comprensione e la misericordia umana, anche per dare il conforto della Chiesa alle famiglie”. A Salerno e provincia vivono centinaia di musulmani, precisa il presule, e finora le salme dei loro defunti sono state trasferite nel cimitero di Roma. “In tutta Italia ricorda l’arcivescovo – ci sono cinque città, che hanno riservato un’area dei loro cimiteri ai musulmani. Non dimentichiamo che l’islam è la seconda religione nel nostro Paese. Il problema, quindi, non è solo della nostra città; è auspicabile, perciò, che sia regolato a livello nazionale”. Mons. Pierro chiede però la reciprocità di trattamento nei Paesi islamici: “Mi auguro che la solidarietà, espressa accogliendo nei nostri cimiteri i defunti musulmani, sia recepita anche laddove gli islamici sono la stragrande maggioranza destinando ai morti cristiani un’area apposita”.