E’ quanto ha detto oggi a Gerusalemme, il card, Tarcisio Bertone, arcivescovo di Genova, dove ha chiuso il pellegrinaggio diocesano che si è svolto dal 12 al 19 luglio. “I genitori musulmani ha detto il porporato – iscrivono i figli nelle istituzioni cattoliche accettandone i progetti educativi, ne condividono l’insegnamento e la formazione, morale e didattica. La sola differenza è la distinzione dell’insegnamento delle due religioni. Un rispetto reciproco, seppur in un Paese difficile come questo, che dovrebbe essere trasferito anche in Italia. È stupefacente che l’Italia, stato democratico e diritto, presenti invece estremizzazioni e ghettizzazione per la presenza di frange di intolleranza da ambo le parti”. Il cardinale ha poi commentato il pellegrinaggio affermando che “questo viaggio potrà preludere a progetti di collaborazione, soprattutto in campo educativo perché è dai giovani che può partire un’educazione alla pace ed alla tolleranza ed alla convivenza fraterna”. In particolare ha anticipato alcuni eventi della Chiesa genovese: “sono in programma visite di nostri giovani a Nazareth e Betlemme e scambi con ragazzi della Terrasanta in Liguria. Inoltre, sono allo studio scambi di programmi formativi sia tecnico-professionali che umanistici. L’esperienza del pellegrinaggio ha concluso – verrà ripetuta nei prossimi anni e nel 2005, la settimana subito dopo Pasqua, i consueti esercizi spirituali per i sacerdoti della nostra diocesi si svolgeranno proprio a Gerusalemme e saranno presieduti dal card. Carlo Maria Martini”.