FORUM EUROPEO DEI LAICI: GRAB (CCEE), “I CRISTIANI HANNO MOLTO DA FARE PER IL FUTURO DELL’EUROPA”

” “”Non si è avuto il coraggio di dare il nome alla nostra identità, a quella di ieri e a quella del futuro”. Esprime così mons. Amedée Grab, vescovo di Coira (Svizzera) e presidente del Ccee (Consiglio delle conferenze episcopali europee) il “disappunto” delle Chiese europee per il mancato riferimento alle radici cristiane dell’Europa nel Trattato costituzionale. “Ma ciò nonostante – dice al Sir – mi pare che i cristiani abbiano molto da fare, nel riempire di significato parti del trattato come l’art.2 che fa riferimento ai valori o l’articolo 51 in cui si chiede alle chiese di essere partner in un dialogo stabile con le istituzioni”. E’ l’incoraggiamento che mons. Grab rivolge ai cristiani europei riuniti da stasera e fino al 7 luglio a Fatima, in Portogallo, per il Forum europeo dei laici sul tema “Le radici etiche e spirituali del nostro impegno nella società europea”. Ai cristiani laici mons. Grab – attraverso un messaggio che sarà letto domani in assemblea – affida il compito di “mediare tra fede e vita”, proprio perché “attraverso studi ed esperienze professionali” maturano “una competenza su queste tematiche”. Per la “ri-unificazione” dell’Europa il presidente del Ccee indica “tre sentieri prioritari da percorrere”: “la universalità o cattolicità”, che consiste in una “unità senza alcun tipo di frontiere, in modo che le differenze non siano cancellate, ma piuttosto si realizzino nella loro identità”; l’ecumenismo; e l’incontro tra le religioni, che “ha assunto un’impressionante attualità dopo l’11 settembre, l’11 marzo 2004 in Spagna e le crisi dell’Iraq e della Terra Santa”. “Sembra quasi che la religione sia divenuta di moda – commenta mons. Grab -. Paradossalmente si può dire che il terrorismo ha richiamato l’attenzione del mondo sulle religioni e sul loro ruolo per la costruzione (o distruzione) della pace”. Da qui l’invito a realizzare il dialogo “senza equivoci o pericolose superficialità”, approfondendo in particolare i concetti di “verità, identità, dialogo, carità, annuncio, per evitare sterili contrapposizioni o riduzioni”.