La battaglia a favore della "piena ed effettiva" parità scolastica è "una battaglia per tutti, non solo per le scuole cattoliche". A ribadirlo è stato oggi mons. Guglielmo Malizia, direttore del Centro studi scuola cattolica (Cssc), intervenendo oggi al primo Simposio europeo sull’educazione, in corso a Roma (fino al 4 luglio) sul tema "Le sfide dell’educazione. Recuperi, promesse, impegni". Tra i "diritti" educativi da assicurare e trasmettere alle famiglie e ai giovani, ha sottolineato Malizia nel corso del dibattito che ha fatto seguito alle relazioni di oggi, c’è quello del "diritto alla libertà di scelta educativa, che non è un diritto esclusivo ‘dei cattolici’", poiché rientra nell’ottica del "sistema nazionale integrato" dell’istruzione, a cui concorrono "a pieno titolo" le scuole pubbliche, statali e non statali. Di qui la necessità di fare della "battaglia per la parità scolastica", in Italia, una "battaglia per tutti, non solo per le scuole cattoliche", in quanto oltre agli alunni investe "le famiglie e l’intera comunità educativa scolastica". Il diritto alla "libertà di scelta educativa", ha precisato subito dopo Malizia, "non è soltanto una ‘questione italiana’", anche se è vero che all’interno dell’Unione europea "a 25"- solo in Italia e in Grecia non viene riconosciuto. "Negli altri Paesi, spesso, tale diritto viene accettato solo sul piano dei principi, mentre non si riesce ad accettarlo fino in fondo anche dal punto di vista finanziario", ha commentato Malizia: "Basta guardare anche soltanto alla distribuzione sul territorio delle scuole statali e di quelle non statali: in nessun Paese del nostro continente, tranne che in Olanda e in Belgio, si arriva neanche a sfiorare, per queste ultime, la percentuale del 50%".