SITUAZIONE POLITICA E CATTOLICI: NOTA SETTIMANALE

Pubblichiamo la nota Sir di questa settimana – Come nelle migliori tradizioni dopo la verifica nella pausa estiva la temperatura resterà alta. Anche perché, ormai verso la fine della legislatura, la "verifica" è doppia e complicata: interessa la maggioranza, tra l’altro di fronte alle scadenze delle scelte legislative del governo, ma anche l’opposizione, sul nodo dei rapporti di forza interni. Le europee infatti hanno fotografato, come si sa, una serie di sfide complesse per tutti.
Risalta così con sempre maggior evidenza come invece il dibattito di idee, il confronto sui grandi temi segni il passo. Ma anche questo è un difetto antico: tra la propaganda e l’invettiva da un lato e il dibattito teorico dall’altro, continua a mancare un confronto sistematico di idee non ossessionato dagli schieramenti, continua ad avvertirsi la necessità, ma anche la difficoltà, di un confronto sui programmi e sul medio periodo, sugli scenari di sviluppo complessivo del sistema – paese visto nella molteplicità e nell’articolazione dei diversi soggetti sociali. Mancano le occasioni, si dirà, ma mancano soprattutto gli esempi ed i soggetti che se ne possano fare carico.
Quest’anno ritornano le settimane sociali, con l’appuntamento, ai primi di ottobre, a Bologna, su "la democrazia: nuovi scenari, nuovi poteri".
D’altra parte la responsabilità propria dei cattolici nella vita politica e sociale al di là e prima delle appartenenze politiche e degli schieramenti dovrebbe essere proprio nella capacità di offrire un contributo incisivo ed originale, perché non direttamente funzionale ad interessi di parte, a pensare, articolare e perseguire nella concretezza della politiche pubbliche e degli indirizzi legislativi, il "bene comune". Riprese ormai da diversi anni nella nuova formula più diluita, certo le settimane sociali hanno rappresentato fino ad ora più una potenzialità che una modalità operativa concreta. Eppure hanno sempre avuto il merito di sollevare, fin dalla prima della nuova serie, i temi cruciali: nel 1991 l’Europa, nel 1993 l’identità nazionale, nel 1999 la società civile.
Il documento preparatorio non è reticente. Ci sono tutti i problemi sul tappeto e viene indicato un nodo cruciale. Cresce la domanda di regolazione sociale su campi decisivi (dall’economia, alla scienza, alla tecnologia, alla comunicazione) in una scala super-statale. Ma dare risposte in termini di politiche pubbliche comporta identificare e costruire consenso sulla "questione etica", cioè sui principi e sui valori della democrazia e tenere conto della sua dimensione sostanziale, cioè della concretezza delle domande sociali. Un nodo teorico che ha conseguenze pratiche chiarissime ed essenziali, che hanno il nome dei problemi in agenda anche nella politica italiana, dal welfare alle riforme istituzionali, dalla bioetica alla governance internazionale.” “