"I problemi dei cristiani che vivono in Iraq sono gli stessi di tutta la popolazione irachena. La cosa più urgente per tutti resta il ripristino della sicurezza". Lo ha dichiarato al Sir il nunzio apostolico in Giordania e Iraq, mons. Fernando Filoni, per il quale i recenti attentati di cui sono stati vittime negozi di alcoolici, solitamente gestiti da cristiani, "non sono riconducibili a vera e propria intolleranza religiosa ma ad episodi di delinquenza frutto più che altro di mancanza di sicurezza". "I problemi più gravi da risolvere adesso dice mons. Filoni sono proprio quelli della sicurezza e del lavoro. Si può dire che quasi tutte le famiglie qui hanno avuto feriti e morti e si confrontano con problemi seri quali la mancanza di acqua e di elettricità che non consentono la normalizzazione del Paese. Senza dimenticare che molti hanno avuto la loro abitazione danneggiata se non distrutta". Per aiutare l’Iraq, ha concluso il Nunzio, "la Chiesa ha fatto e sta facendo molto con una serie di programmi di assistenza e di solidarietà ma ripeto, la cosa più urgente è ripristinare la sicurezza. Se c’è questa, c’è elettricità, se c’è l’elettricità c’è il lavoro e dunque la ricostruzione dell’Iraq. È chiaro che nella situazione in cui si dibatte questo Paese, dove tutto è insicuro, qualsiasi ci si metta a fare viene boicottata e rovinata. Per rinascere l’Iraq ha bisogno di sicurezza".” ”