La mozione sulla crisi nel Darfur, approvata nei giorni scorsi dalla Camera, è un "primo positivo passo" salutato con favore dalla Caritas italiana, anche perché fa seguito all’appello inviato a tutti i deputati dalla Campagna italiana per la pace e i diritti umani in Sudan (alla quale la Caritas aderisce). "Così come positivi sono i colloqui previsti per oggi a Ginevra tra gruppi ribelli e rappresentanti internazionali afferma Caritas italiana in un comunicato diffuso oggi -. Occorre però l’impegno di tutti per moltiplicare le occasioni concrete di dialogo tra le parti e assicurare protezione e assistenza umanitaria alla popolazione. Anche con il coinvolgimento e il contributo della società civile, nelle sue diverse espressioni, locali e internazionali". In 16 mesi di combattimenti ricorda la Caritas – la guerra del Darfur ha causato oltre un milione di sfollati, quasi 200.000 profughi (tutti in Ciad) e tra i 10.000 e i 30.000 morti, secondo le stime più accreditate. L’intervento programmato dalla rete Caritas, insieme alle Chiese protestante e ortodossa, ammonta a circa 14 milioni di euro e prevede prima assistenza, interventi igienico-sanitari e educativi a beneficio di 500.000 persone. Sono state già fornite tende per 163 famiglie nei campi di Hashaba e Mershing, realizzati 116 servizi igienici a Mershing e altri 110 sono in corso di allestimento. A Belil vengono distribuite anche coperte, sapone, taniche. La Caritas è attiva anche in Ciad, nella diocesi di N’djamena, a sostegno di altri 30.000 rifugiati sudanesi. "Il dramma dei sudanesi, come tutte le grandi emergenze e le povertà endemiche del Sud del mondo non può e non deve essere questione per addetti ai lavori", sottolinea mons. Vittorio Nozza, direttore della Caritas italiana, in partenza per l’Africa. Nel 2003 la Caritas Italiana ha destinato all’Africa oltre tre milioni di euro (il 30% dei fondi spesi in ambito internazionale), sostenendo progetti in 24 Paesi. Per inviare offerte: 06/541921 (orario di ufficio).