PROCREAZIONE ASSISTITA: LEONE, CON IL REFERENDUM RISCHIO DI UNO “SCONTRO” PIÙ “DURO” DI QUELLO SULL’ABORTO

” “Con il referendum sulla nuova legge in materia di procreazione medicalmente assistita, il “rischio” è che si profili “uno scontro di proporzioni superiori anche a quello che ha dato poi luogo alla legge 194,con l’introduzione dell’aborto in Italia”. Ne è convinto Salvino Leone, del Centro di Bioetica dell’Università di Palermo, che – in un articolo che sarà pubblicato sul prossimo numero del Sir – invita il mondo cattolico, all’indomani dell’insediamento del Comitato promotore per i referendum, ad “unirsi” per “difendere una legge, come la legge 40/2004, rispettosissima dei valori fondamentali della riproduzione assistita”. Anche se la nuova legge per la fecondazione artificiale, ricorda Leone, “non può dirsi ‘cattolica’ in quanto non segue tutti i dettami del magistero in materia”, è pur vero che “la legge non norma tutto”, e che “la norma etica supera, per il credente, qualsiasi vincolo giuridico”. Sul piano etico, osserva infatti l’esperto, “indipendentemente dalla legge, il cattolico si comporta in un certo modo, sa quali principi seguire”: di qui l'”appello alle coscienze”, cui spetta in definitiva “l’ultima parola in un ambito così delicato come quello della procreazione artificiale”. Lo Stato “laico e pluralista”, da parte sua – commenta Leone – “ha il dovere di garantire alcuni valori su cui anche i non cattolici dovrebbero ritrovarsi”, primi fra tutti “la tutela e il rispetto della vita del nascituro, principio-cardine della nuova legge, e la salvaguardia dell’unione coniugale tra uomo e donna, che non può mai considerarsi un puro fatto biologico”. Contro la legge 40/2004, sono stati depositati cinque quesiti referendari: uno che chiede l’abrogazione totale della legge, un altro che chiede l’abrogazione dell’intero articolo 1 (che tutela i diritti degli embrioni), ed altri tre che mirano all’abolizione di alcuni “divieti” considerati illegittimi, e cioè il divieto per la fecondazione eterologa (con seme esterno alla coppia, ndr.), le limitazioni alla libertà di ricerca scientifica sull’embrione, le misure sulla salute della donna in caso di sterilità.
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