NOTA SETTIMANALE

Pubblichiamo la nota Sir di questa settimana – È stato appena approvato il "decreto taglia spese", che corregge i conti del 2004 e già il governo è alle prese con la manovra in vista della finanziaria per il 2005: portare nell’arco di alcuni anni il debito sotto la soglia del 100% del PIL è l’altro dei parametri di Maastricht sotto osservazione in questo passaggio ancora una volta delicato.
D’altro canto mettere in cantiere una manovra da 24 miliardi, coerente con obiettivi anche di sviluppo, comporta accanto ai tagli ed alle misure "una tantum" interrogarsi su alcuni indirizzi strategici per il paese, alle prese, come la gran parte dell’Europa, con un passaggio delicato.
Esistono sacche di privilegio da bonificare? Esistono sperequazioni da superare, ci sono istituzioni o zone del paese storicamente penalizzate che potrebbero invece rappresentare una risorsa importante in questa congiuntura difficile?
La quadratura del cerchio tra l’approdo a standard di efficienza, efficacia, economicità e competitività da un lato e di giustizia sociale e "democrazia sostanziale" resta da un lato assai difficile, dall’altro la vera sfida per la politica di questi anni. Anche la partita elettorale alla quale i "poli" sembrano prepararsi con non poche difficoltà, non potrà eludere questioni ormai sul tappeto da diversi anni.
Su alcuni nodi, al di là delle propagande, sarebbe necessario avviare un’ampia discussione. Innanzi tutto la pubblica amministrazione (i cui dipendenti tra l’altro sono alle prese con un difficile rinnovo contrattuale). Nell’arco di dieci anni sono state introdotti molti cambiamenti, che hanno dimostrato come, superando vecchie rigidità e incrostazioni burocratico-sindacali, i pubblici apparati siano destinati a mantenere e sviluppare un ruolo cruciali.
Un secondo nodo è quello delle autonomie locali e funzionali, dalle università alle scuole. Anche in questo campo nell’arco di un decennio sono state devolute molte funzioni, essenzialmente con l’obiettivo di decentrare le spese. Ma occorre trarne coerentemente le conseguenze.
Un terzo capitolo essenziale è quello delle politiche previdenziali e familiari, nocciolo delle questioni del welfare. La società italiana mantiene una coesione ed una tenuta di fondo che tuttavia è progressivamente a rischio, per i macro processi "globalizzati". Cruciale è allora l’interesse ad orientare le politiche di welfare proprio all’obiettivo di difendere e sostenere queste caratteristiche italiane.
Molte altre sono le questioni sul tappeto: un’agenda impegnativa che ha bisogno di un contributo serio da parte di tutti gli attori sociali. Il tempo dei tagli deve anche essere quello degli investimenti e di un coerente progetto per ri-orientare e ri-articolare un’azione pubblica che resta esenziale in uno stato moderno.