” “”Caro ambasciatore, per quanto tempo ancora la diplomazia riuscirà a giustificare le promesse italiane di cooperazione internazionale non mantenute, di fronte ai miliardi di esseri umani ridotti a vivere in povertà nel mondo?”. È quanto chiede Guido Barbera, presidente del Coordinamento di iniziative popolari di solidarietà internazionale (Cipsi) – che raggruppa 34 associazioni – in una lettera inviata oggi ai rappresentanti della diplomazia italiana nel mondo, in occasione della 5° assemblea degli ambasciatori italiani che si concluderà domani a Roma. “Come giustificare – afferma tra l’altro Barbera – le assenze, il non utilizzo dei fondi promessi a favore di popolazioni che lottano per la sopravvivenza?”. L’Aids, si legge in proposito in una nota del Cipsi, “è una malattia che spaventa e preoccupa tutti e che costantemente in silenzio sta cancellando popolazioni intere dalla storia del pianeta. Che fine ha fatto il contributo italiano al Global Fund di 100 milioni di euro? E ancora: il nostro governo in sede di Consiglio dei ministri della Unione europea (Barcellona 2002), si era vincolato a tenere il passo degli altri Paesi Ue nell’incremento delle risorse per l’Aiuto ai Paesi poveri, impegnandosi a contribuire all’innalzamento delle risorse destinate alla cooperazione internazionale allo 0,39% della media europea entro il 2006. Nel 2004 gli stanziamenti per la cooperazione internazionale e gli aiuti ai Paesi poveri sono stati ridotti allo 0,16%, nel 2005 si parla dello 0,13%. Che fine hanno fatto le promesse italiane?”. “La cooperazione internazionale – conclude Barbera – non è certamente il tema principale dell’agenda della 5° assemblea degli ambasciatori Italiani, ma per molti di loro è il pane quotidiano e oggetto di confronto nei Paesi impoveriti del Sud del mondo. Se non si aiuta l’Africa con lo sviluppo, gli africani saranno ben presto travolti nel ciclone della violenza”.