Un invito a rifiutare "radicalmente la tentazione dell’idolatria coi suoi riti sanguinari e con le sue invocazioni blasfeme", attraverso "una scelta di campo netta e decisiva" fondata sulla "prospettiva della speranza della comunione con Dio, oltre la morte". A rivolgerlo è stato oggi il Papa, che nella tradizionale udienza in Vaticano – in occasione della quale, anche oggi, ha lasciato temporaneamente la residenza estiva di Castelgandolfo – ha commentato il Salmo 15, definendolo "un salmo di forte tensione spirituale" e un "luminoso cantico dal respiro mistico", in cui il salmista "sceglie" Dio come "unico bene" e "rigetta radicalmente la tentazione dell’idolatria coi suoi riti sanguinari e con le sue invocazioni blasfeme". Si tratta, ha spiegato Giovanni Paolo II, di "una scelta di campo netta e decisiva", che parte dalla "ferma speranza" di quella "vittoria sulla morte che assicura l’intimità eterna con Dio". È Dio, dunque, il futuro di ogni credente, e la "via" da percorrere – ha concluso il Santo Padre – è quella della "prospettiva" di "speranza" che nasce dalla "comunione con Dio, oltre la morte, nella vita eterna". Dopo l’udienza salutando i pellegrini polacchi, il Papa ha salutato i numerosi bambini presenti e "gli altri giovani e bambini che trascorrono, in questo periodo, le loro vacanze. Auguro loro ha detto il Pontefice che questo sia tempo di riposo in comunione con Dio e che questo periodo porti loro tanta gioia e la voglia di riprendere con generosità gli impegni che li aspettano nel futuro".