UMBRIA: LE ASSOCIAZIONI CATTOLICHE CHIEDONO LA MODIFICA DELLO STATUTO REGIONALE

” “Una ‘lettera’ aperta per chiedere la modifica dello statuto regionale nei punti che riguardano l’identità della regione, la famiglia, istruzione e formazione, l’economia, il numero dei consiglieri, ma anche per offrire proposte per una riformulazione del testo. E’ l’iniziativa di un gruppo di associazioni cattoliche della diocesi di Perugia Città della Pieve, in collaborazione con il Movimento ecclesiale di impegno culturale (Meic), che hanno preso in esame il testo dello Statuto regionale dell’Umbria approvato in prima lettura il 2 aprile scorso. In particolare, le associazioni chiedono “di riformulare l’ultimo punto dell’articolo 2 in modo che sia più chiaro il riconoscimento del contributo del cristianesimo alla identità della regione, e in particolare del movimento benedettino che ha segnato fortemente l’identità dell’Europa e del movimento francescano che non si può ignorare nel momento in cui si fa della pace un valore ‘fondamentale della propria identità”. Sulla famiglia i gruppi firmatari chiedono che sia tolto dall’articolo 9 l’espressione “e tutela le varie forme di convivenza” in quanto “si tratta di espressione equivoca sia perché dalla stessa non è dato comprendere a quale tipo di convivenza si riferisca, sia perché implicitamente equipara alla famiglia altre forme di convivenza non meglio identificate”. Le associazioni chiedono, inoltre, di precisare che l’istruzione può essere “pubblica e privata” e che ne viene riconosciuta la funzione fondamentale “nel processo educativo della persona”. Si segnala anche l’opportunità di sostituire l’espressione “diritto allo studio” con la più attuale e completa “diritto – dovere di istruzione e formazione” e si chiede di aggiungere anche la formazione professionale quale settore cui possono contribuire le istituzioni universitarie locali. Sul tema economico nello statuto si prevede che la regione operi una “valutazione degli obiettivi conseguiti” il cui ruolo, osservano le associazioni, andrebbe specificato e rafforzato in quanto strumento essenziale per assicurare l’efficacia dell’azione regionale e un effettivo controllo democratico nei confronti della stessa. Circa l’aumento dei consiglieri, previsto dallo Statuto, “netta e forte” è la contrarietà dei firmatari.