LEGGE BOSSI-FINI: MIOLI (MIGRANTES), "BEN VENGANO RITOCCHI ALLA LEGGE SE TENGONO CONTO DELLE SENTENZE DELLA CONSULTA"

"Ben vengano ritocchi alla legge se tengono conto delle sentenze della consulta": pur mantenendo delle riserve, peraltro già espresse in passato, padre Bruno Mioli direttore dell’ufficio per la pastorale degli immigrati e dei profughi della Fondazione Cei Migrantes, commenta così il dibattito in corso tra il ministro dell’Interno Pisanu e la Lega sulla Fini-Bossi. Dalla platea del Meeting di Rimini, il ministro Pisanu aveva infatti sostenuto la necessità di fare un "tagliando" alla legge suscitando le ire della Lega. "Abbiamo espresso insieme alla Caritas e ad altre associazioni laiche e cristiane forti riserve sulla legge – dichiara al Sir padre Mioli – puntualizzando soprattutto alcuni articoli su due dei quali si è espressa di recente la Corte Costituzionale". Lo scorso 15 luglio, infatti, la Consulta ha giudicato incostituzionale l’espulsione di un immigrato in via amministrativa senza il giudizio di merito di un tribunale e ‘irragionevole’ l’arresto immediato di chi viene trovato in Italia nonostante l’espulsione. "Ben vengano, dunque, modifiche che tengano conto della Consulta. Ogni sforzo fatto per migliorare questi due articoli della legge ed anche altri, come, per esempio, una maggiore larghezza nello stabilire i flussi di ingresso, parlando anche di "quote" a livello europeo, o lo snellimento delle pratiche burocratiche per ridurre le estenuanti attese degli immigrati, sono utili". Tuttavia, per Mioli, "la ripassata" alla legge "non può prescindere dall’esperienza di questi ultimi anni". "La politica migratoria non è gestibile in base alla rigidità della legge, che non dimentichiamo, rimane ancora, dopo due anni, senza regolamento di applicazione. Gli imprenditori – conclude – confermano che c’è un mercato del lavoro che attira. Va dunque aperto un varco maggiore per venire incontro a coloro che cercano un lavoro per sfuggire alla disperazione. Senza questa apertura non possiamo pensare di eliminare l’immigrazione clandestina".