” “Oggi in Italia c’è una “carenza di politica” che rischia di dare corpo ad “una società fatta dal caso o dalla soluzione delle emergenze, priva di ‘cittadini’ e “indifferente” all'”interesse comune”. Il grido d’allarme è venuto da Ferruccio De Bortoli, amministratore delegato della Rcs Libri, intervenuto al 25° Meeting di Rimini per un confronto a tre voci con Gad Lerner e Dino Boffo, direttore di Avvenire sul tema “Identità e differenza: un’esperienza di dialogo”. La “sfida” del futuro, ha proseguito De Bortoli, per laici e cattolici è quella di “avere un’idea della società in grado di riscoprire l’interesse comune, che è un confronto aperto tra posizioni diverse e non una sommatoria di interessi personali”. Il “pericolo” che ci sta di fronte, per il relatore, è quello di una società multietnica “fatta non di cittadini, ma di un insieme casuale di persone, senza interessi né valori comuni. Su questo versante, il mondo laico deve molto al mondo cattolico, perché in questi anni è stato chiamato a concentrarsi sull’idea di persona e di società”, in modo da andare oltre le proposte spesso “non condivisibili e comprensibili” del mondo politico. Riguardo al tema dell’identità, De Bortoli lo ha definito “l’altra faccia della globalizzazione, invitando a chiedersi “perché in un mondo in cui si globalizzano le informazioni si radichino sempre di più i sospetti, gli odi, le differenze o le indifferenze e non altri valori come la solidarietà o la comprensione reciproca”. Per noi occidentali, secondo il relatore, è venuto il momento di domandarci “se non abbiamo perduto la capacità di farci conoscere dagli altri per quello che veramente siamo”. De Bortoli ha concluso con un paradosso: “Nell’età dell’informazione ha detto noi occidentali abbiamo perso la capacità di spiegarci agli altri popoli o religioni che si sono affacciate prepotentemente sulla scena mondiale”.