” “Il bilancio dei Giochi? “Positivo”; l’immagine più bella? “Quella di Yuri Chechi”. Non ha dubbi Bruno Pizzul, giornalista e telecronista sportivo che commentando in una intervista al Sir (on line su old.agensir.it) le Olimpiadi di Atene, definisce “consolante” il bottino di medaglie italiane, 10 ori, 11 argenti ed 11 bronzi. Medaglie che hanno “suscitato l’emozione e la fantasia degli italiani” ma di cui “non ci si può accontentare per valutare lo stato di salute del nostro sport. Speriamo, da questi risultati, di poter costruire una cultura sportiva che non può essere solo calcistica”. “La conquista di medaglie olimpiche aggiunge – generano sempre entusiasmo e interesse con vantaggi anche nell’ampliamento della base dei praticanti. Nonostante le polemiche e i problemi che hanno riguardato lo sport italiano, fa ben sperare il fatto che si sia riusciti ad allestire una spedizione olimpica competitiva e numericamente rilevante”. Sottolineando i successi delle squadre italiane Pizzul mette in evidenza “lo spirito di squadra, all’amalgama e allo spirito di sacrificio e di collaborazione” che li hanno determinati. A detta del giornalista “il successo di pubblico di questi Giochi ha aperto un sentiero da seguire per dare ad altre discipline, cosiddette minori, il giusto rilievo. Sono proprio queste, per esempio la scherma, il canottaggio, il tiro, la maratona, il judo che hanno esaltato il tifo e la fantasia degli italiani. Seguendole con maggiore attenzione non sarà così difficile riconoscere loro una spettacolarità intrinseca e far crescere nel pubblico un’attenzione ‘polisportiva e non solo calcistica’”. “Lo spot più bello per il nostro sport – prosegue – è Yuri Chechi, un esempio non solo per il valore tecnico-agonistico ma anche per quello morale, per la caparbietà e l’impegno messo per conseguire questo ennesimo trionfo”. Ma c’è un messaggio particolare che, conclude Pizzul, queste Olimpiadi lasciano: “si può costruire un mondo migliore anche attraverso lo sport e la condivisione di momenti agonistici”.