” “E’ “molto probabile” che si arrivi al referendum sulla legge 40/2004, ma occorre “cautela” sul possibile esito di esso, che non è detto che porti ad un “cambiamento” della legge. A dichiararlo al Sir è Salvino Leone, del Centro di Bioetica dell’Università di Palermo, secondo il quale “l’obiettivo di raccogliere le firme è facilmente raggiungibile, vista la grossa campagna che si è fatta nell’ambiente medico e nel mondo ‘non cattolico’”. Anche se, dunque, il referendum sembra un “traguardo abbastanza facile da raggiungere”, per l’esperto c’è bisogno di “cautela” riguardo ai suoi “esiti”. Una posizione, quella di Leone, diversa da quella assunta dal Ministro per le pari opportunità, Stefania Prestigiacomo, che oggi ha dichiarato che i referendum sarebbero evitabili, poiché è ancora possibile un “cambiamento” della legge approvata sei mesi fa, a patto però che i cattolici non facciano “muro” per “imporre la loro visione al Paese”. “E’ probabile afferma invece Leone – che l’esito dei referendum sia quello voluto dai sostenitori della campagna referendaria, ma un cambiamento della legge non è sicuro al centro per cento. Se ci sarà la vittoria del ‘fronte laico’, a mio avviso sarà di stretta misura”. Leone motiva le sue previsioni partendo dalle “linee-guida” emanate dal Ministero per la Salute, e frutto anche dell’impegno, all’interno dell’apposita Commissione ministeriale, di esponenti del mondo cattolico: “La possibilità di effettuare la diagnosi pre-impiantatoria spiega ad esempio l’esperto ha chiarito un problema in senso ‘favorevole’ al mondo laico, abolendo in alcuni casi l’obbligo di impiantare l’embrione. Perfino sulla fecondazione eterologa molti laici mostrano ormai perplessità”. Per quanto riguarda il “fronte cattolico”, secondo Leone occorre “proseguire sulla strada del confronto”, ribadendo al mondo laico che la nuova legge sulla procreazione medicalmente assistita “è una legge rispettosa dei diritti di tutti i soggetti coinvolti, a partire dall’embrione”.