Il Papa è un “grande amico dell’Azione Cattolica”; e “parla spesso di una nuova stagione aggregativa nella vita della Chiesa, di una ‘nuova stagione’ di cui Ac è senz’altro uno dei protagonisti”. Lo ha detto mons. Stanislaw Rylko, presidente del Pontificio Consiglio per i Laici, nel corso della presentazione presso la sala stampa della Santa Sede dell’incontro del Santo Padre con le Azioni Cattoliche del mondo a Loreto, il 5 settembre prossimo. Ad esprimere “profonda gratitudine” al Pontefice è stata anche Paola Bignardi, presidente dell’Azione Cattolica Italiana, che presentando il programma del pellegrinaggio di Ac a Loreto (da domani al 5 settembre) ha precisato che il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, “non ci sarà”: ha inviato una “lettera di rammarico”, informando che in rappresentanza del governo sarà presente il Ministro degli Interni, Giuseppe Pisanu. Quanto alle polemiche scoppiate sui giornali circa la presenza del vicepresidente del Consiglio, Gianfranco Fini, la presidente di Ac ha ribadito quanto già detto nei giorni scorsi, e cioè che quest’ultimo “interverrà il 3 settembre, a S. Benedetto del Tronto, all’interno di un dibattito sulla funzione sociale ed educativa dell’oratorio, luogo educativo importante e particolarmente legato alla tradizione e alla vita del Paese. Quello di S. Benedetto è un convegno in cui si parlerà di educazione: il riferimento alla legge che in Italia riconosce la funzione sociale dell’oratorio è uno strumento per condurre un dibattito e un confronto che per noi ha anche nelle istituzioni un interlocutore importante”. Riguardo alla polemica citata, Bignardi ha fatto notare la “sproporzione tra il fatto ed i toni” della polemica stessa. Non solo nel cammino iniziato proprio a Loreto, 16 anni fa, ma anche nei suoi complessivi 135 anni di storia, ha sottolineato Bignardi, quella di Ac è stata una “vicenda” caratterizzata dalla “fatica creativa di confrontarsi con i fenomeni del proprio tempo, ecclesiali e socio-culturali, cercando di ripensare il proprio progetto partendo dalla volontà di conservare l’essenziale e di riesprimerlo in dialogo” con la storia, e declinando la “scelta religiosa” come “capacità di annunciare il Vangelo” agli uomini di oggi.