“Una iniziativa da accogliere positivamente, perché se ben pensata e se priva di qualsiasi intento xenofobo, può aiutare sia l’inserimento degli alunni stranieri sia la didattica”. Padre Bruno Mioli, direttore dell’Ufficio della pastorale degli immigrati esteri in Italia e dei profughi della Fondazione Cei “Migrantes” giudica così il piano, messo a punto dal dirigente scolastico della provincia di Brescia, Giuseppe Colosio, d’accordo con Prefettura e presidi, che prevede, nelle scuole dell’obbligo, “quote” di studenti extracomunitari, necessarie, secondo lui, a favorire la didattica e l’integrazione. “In attesa di conoscere meglio i dettagli del piano dichiara al Sir padre Mioli un’equa distribuzione degli alunni stranieri nelle classi è a vantaggio della didattica e dell’educazione. Immettere in una classe un consistente numero di allievi di diverse etnie potrebbe rallentare l’integrazione, che pure già comporta i suoi problemi. Non si tratta di dare adito ad ideologie xenofobe ma saggezza nel trattare i problemi. A trarre vantaggio da questa impostazione pluralista e multiculturale sarebbero anche gli studenti italiani. Non dimentichiamo conclude che i giovani sono i primi operatori culturali, non solo al loro stesso interno, ma anche nei confronti dei loro familiari e degli adulti che li circondano. Una giusta configurazione interetnica delle classi potrebbe rappresentare il valore aggiunto del nostro sistema scolastico. Un esperimento, quello di Brescia, da osservare e studiare, accantonando sospetti ideologici”. Dello stesso avviso anche il direttore della Caritas di Brescia, don Pier Antonio Bodini, per il quale “è importante sostenere ogni iniziativa volta a promuovere l’integrazione. E’ chiaro che ogni esperienza in questo campo deve essere valutata con attenzione evitando strumentalizzazioni e verificando il rispetto dei minori e delle loro famiglie”.