MATRIMONIO: MONS. CAFFARRA (BOLOGNA), "SENZA PRECEDENTI" LA CRISI ATTUALE, L’"INSIDIA" DEL "PRIMATO DELL’ETICA"

L’attuale "crisi" del matrimonio è "di una gravità che non ha precedenti", e "combattere" contro di essa costituisce un dovere per il cristiano, soprattutto di fronte all’"insidia" di sapore gnostico, che ancora sfida il cristianesimo a partire dal presunto "primato dell’etica". Lo ha detto mons. Carlo Caffarra, arcivescovo di Bologna, presentando oggi la sua prima nota pastorale in diocesi, dal titolo "Se uno non rinasce dall’alto, non può vedere il Regno di Dio". "L’incontro con Cristo non è una sorta di ‘dopo-lavoro’ che si affianca alla vita quotidiana dell’uomo", ha esordito il vescovo, mettendo in guardia anche da una concezione del cristianesimo come "evasione spirituale". Tra le "insidie" che minacciano il cristianesimo come "avvenimento nel quale ogni esperienza umana viene compresa nella sua intera verità", la principale ha radici nella "grande eresia gnostica", che consiste nel "separare l’avvenimento cristiano dall’esperienza umana": ed è proprio da qui, secondo l’arcivescovo di Bologna,  che nasce l’attuale "crisi" del matrimonio, "di una gravità che non ha precedenti". La "seconda insidia" messa in evidenza da Caffarra consiste nella diffusa convinzione "che l’umanità possa ritrovarsi in un codice morale universalmente condiviso", una sorta di "pace universale" basata sulla "tolleranza": è la tentazione del "primato dell’etica", la cui "impossibilità" è "quotidianamente dimostrata dal fatto che il minimo comun denominatore etico diventa tanto più minimo quanto più diventa comune". Rifondare il "patto educativo" tra Chiesa e famiglia: questo, per Caffarra, il primo imperativo della pastorale, chiamata a ribadire l’"insostituibilità" della famiglia fondata del matrimonio e ad aiutare le famigli e ad uscire dal loro "scoraggiamento educativo".