POLITICA: CARD. SCOLA (VENEZIA), TRA "VITA BUONA" E "BUON GOVERNO" C’È "UN NESSO INSCINDIBILE"

Non si può essere buoni politici se non si conduce una "buona vita" perché tra "vita buona" e "buon governo" c’è "un nesso inscindibile". Il monito arriva dal card. Angelo Scola, patriarca di Venezia, che al tema del buon governo ha dedicato la prolusione tenuta ieri pomeriggio alla fondazione Cini intervenendo ai "dialoghi di San Giorgio". "Un buon governo – ha detto Scola – ha bisogno di una società civile improntata alla vita buona" e "questa visione unitaria dell’azione è più che mai necessaria in quanti, dentro la società, ricoprono ruoli autorevoli a tutti i livelli. Non è vero che, alla lunga, si possa essere uomini di Chiesa, politici, responsabili economici o sociali, non virtuosi sul piano personale ma eccellenti nell’azione sociale connessa al proprio ruolo. Analogamente il cittadino non è un uomo compiuto se si impegna per la sostenibilità, per il bilancio sociale di imprese comuni, per banche etiche e di giustizia e non protegge simultaneamente la vita più debole e più indifesa o non promuove i corpi intermedi a cominciare dalla famiglia. La vita buona va perseguita in ogni dimensione dell’umana esistenza". Tre le sfide, secondo il Patriarca, che chiamano oggi in causa un buon Governo: l’ecologia, la globalizzazione e le questioni biologiche. Riguardo a queste ultime il cardinale ha detto: "Le strabilianti scoperte che le scienze biologiche e le tecnologie ad esse collegate ci propongono ogni giorno non giustificano certo la pretesa, insita nel cosiddetto imperativo tecnologico (‘se si può si deve fare’) di ridurre l’uomo al suo proprio esperimento".