“La vita umana, diritto irrinunciabile di tutti, è il valore più grande al quale tutti gli altri valori sono subordinati” e la sua “dignità è indivisibile, cioè vale per tutti, per chi può difenderla e per chi non è in grado di farlo”. E’ quanto scrive Franco Previte, presidente di “Cristiani per servire”, associazione che da anni si occupa di sostegno ai malati mentali e alle loro famiglie, in una nota diffusa oggi, nell’imminenza del 20 settembre, 45° anniversario della Dichiarazione Onu sui diritti del fanciullo (20 settembre 1959). “E’ veramente inconcepibile e profondamente contraddittorio osserva Previte – che in una società che tende costantemente a riaffermare e difendere il valore della vita (no alla guerra, no alla pena di morte)”, questa venga negata “attraverso il tentativo di costruire un presunto diritto di ‘licenza di uccidere’, come pare sia prassi consolidata il lasciare persone psichicamente instabili al loro destino da parte delle Istituzioni” che sembrano dimostrare “totale disinteresse” per questo problema. Riferendosi ai “tanti drammi della follia (figli che uccidono i genitori, mariti che uccidono le mogli o viceversa, nascituri lasciati nei cassonetti dei rifiuti urbani, suicidi) che, come è noto, sono il veicolo che porta a decidere della morte di un essere umano”, e questo vale “sia per il piccolo essere indifeso, come per l’adulto colpevole di essere innocente”, Previte chiede di “garantire la sicurezza dal folle gesto” che “avviene con maggiore frequenza dopo la chiusura dei manicomi”. Chiusura cui, secondo “Cristiani per servire”, “è seguita la carenza di adeguate strutture e concrete soluzioni”.