BAMBINI DI BESLAN: MONS. CAFFARRA (BOLOGNA), "CIASCUNO DI NOI PUÒ DIVENTARE SANTO O CRIMINALE"

"Ciascuno di noi può diventare santo o criminale": mons. Carlo Caffarra, arcivescovo di Bologna, ha spiegato con questa frase il "caso serio" della libertà, che può portare l’uomo perfino a "dilapidare il nostro più grande patrimonio: la nostra capacità di amare". Guidando oggi, all’inizio dell’anno scolastico, un incontro di preghiera in cattedrale sulla "memoria" della tragedia in Ossezia, il vescovo ha ricordato i "bambini di Beslan e "tutti i bambini innocenti che, in ogni parte della terra, sono vittime della violenza degli adulti", oltre che Simona Torretta e Simona Pari, le due volontarie italiane rapite in Iraq "proprio mentre svolgevano un servizio di amore". "Perché tutto questo male"?, si è chiesto Caffarra citando i "bambini costretti ad impugnare le armi ed educati ad odiare e ad uccidere; bambini indotti a mendicare nelle strade, sfruttati per facili guadagni; bambini maltrattati o umiliati dalla prepotenza e dai soprusi dei grandi; bambini abbandonati a se stessi e privati del calore di una famiglia; bambini che muoiono di fame; bambini uccisi nei tanti conflitti che ogni si combattono nel mondo". "Il nostro cuore non è fatto per odiare, ma per amare", ha sottolineato l’arcivescovo di Bologna rispondendo all’interrogativo di fondo: "Ma noi, ciascuno di noi – ha aggiunto – possiamo dilapidare questo che è il nostro più grande patrimonio: la nostra capacità di amare". "Ciascuno di noi può diventare santo o criminale", ha detto Caffarra sintetizzando così il "caso serio" della nostra libertà, e raccomandando ai giovani: "Non date fiducia a chi cerca di convincervi che l’uomo non è libero; che le sue scelte sono completamente predeterminate dalle condizioni sociali in cui vive". L’esempio da seguire, ha concluso il vescovo, è il Crocefisso: "E’ la vittima più innocente della violenza umana. Ma proprio attraverso la Sua morte ha donato all’uomo la forza di vincere il più grande male dell’uomo: l’incapacità di amare".” ”