Un nuovo appello a tutti i Paesi sviluppati “per aumentare l’aiuto pubblico allo sviluppo allo 0,7% del Pil” tanto da consentire di finanziare in maniera adeguate le iniziative contro la fame e la povertà nel mondo: è stato lanciato ieri nella sede delle Nazioni Unite, a New York, dal cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato della Santa Sede. La Santa Sede nell’intervento diffuso oggi dalla sala stampa vaticana – ricorda il suo impegno umanitario, attraverso le numerose istituzioni cattoliche e missioni diffuse nel mondo intero, e si dice “preoccupata” per il grave problema della fame nel mondo. Il cardinale Sodano cita alcune iniziative dei governi come l’Alleanza contro la fame nel mondo, lamentando però la successiva “scoperta” della “mancanza dei fondi necessari a fronteggiare un programma di sicurezza alimentare mondiale”. Il Segretario di Stato apprezza lo sforzo dei Paesi nelle emergenze come “catastrofi naturali o guerre” ma ricorda che il problema della fame nel mondo “è molto più vasto”: “La lotta contro la fame, e direi anche contro la sete, va oltre le sole emergenze: questa lotta deve affrontare una serie di fattori complessi come, ad esempio, la necessità di investire nel capitale umano delle popolazioni locali (nel campo dell’educazione e della salute), sollecitare il trasferimento delle tecnologie appropriate e garantire equità nel commercio internazionale”. La necessità di aumentare i fondi per l’aiuto allo sviluppo, conclude il card. Sodano, è prioritaria, “dopodiché si potranno cercare anche le forme innovatrici che si intendono presentare, tenendo conto del consenso manifestato a Monterrey e appoggiando iniziative particolari come quella dell’International finance facility”. Riguardo quest’ultima iniziativa, proposta dal governo britannico, la Santa Sede ha già manifestato il suo appoggio durante un convegno che si è svolto a Roma il 9 luglio di quest’anno.