“Vogliamo dire al governo e al Parlamento con quanto poco investimento si possa avere un ritorno enorme in qualità della vita e salvaguardia del nostro Paese. Chiedere 280 milioni di euro in finanziaria per il servizio civile, non è poi così tanto se si considerano i circa 35.000 volontari complessivi che agiscono in questo settore così importante”. Le dichiarazioni di Cristina Nespoli, presidente della Cnesc (Conferenza nazionale enti per il servizio civile, che copre il 44 % dei volontari italiani), hanno aperto la presentazione del VI rapporto sul servizio civile in Italia per il 2003, illustrato oggi alla stampa. Uno scenario “incoraggiante”, secondo gli organizzatori, che deve però misurarsi con possibili tagli e con la fine della leva obbligatoria, la quale rischia di sottrarre ulteriori risorse agli obiettori di coscienza. “Il servizio civile è per tutti e non chiede eroi ha proseguito Nespoli coinvolge un numero di ragazzi che stando a contatto con il bene ne sono contagiati e non ha riscontro in nessun altro Paese occidentale”. “La nuova frontiera da affrontare dal 2005 sarà proprio l’educazione al volontariato – ha replicato il Ministro per i rapporti con il Parlamento, Carlo Giovanardi soprattutto dopo la decisione della corte Costituzionale, che ha inquadrato il servizio civile nell’ambito della ‘difesa della patria’. Lo sforzo delle istituzioni ha assicurato il Ministro – sarà di portare da 130 a 240 i milioni di euro, per garantire la presenza di almeno 30.000 volontari il prossimo anno”.