CARD. TETTAMANZI AL CONVEGNO MISSIONARIO: “NON C’È COMUNIONE SENZA MISSIONE, NON C’È MISSIONE SENZA COMUNIONE”

” “”Come proporre cammini precisi di vera conversione pastorale in senso missionario? quali occasioni e quali strumenti concorrono a qualificare l’apertura missionaria delle nostre comunità?”. Con questi interrogativi il card. Dionigi Tettamanzi ha aperto questa mattina il proprio intervento al terzo convegno missionario nazionale organizzato dall’Ufficio Cei per la cooperazione missionaria tra le Chiese sul tema “Comunione e corresponsabilità per la missione”, in corso di svolgimento a Montesilvano (Pescara). “Se il compito missionario – ha detto Tettamanzi – non è solo l’impegno di alcuni specialisti, ma tocca tutta quanta la Chiesa nel suo cuore vivo e palpitante, proprio nella prospettiva fondamentale della missione diventa necessario e urgente lasciarci interpellare da alcune domande: quali forme nuove di evangelizzazione possono rendere il ‘corpo’ delle nostre comunità più sciolto, più aperto e più coraggioso? come è la visibilità, nelle nostre comunità, delle “figure missionarie”?”. Il cardinale ha quindi suggerito “due piste possibili di riflessione”: “La prima: le comunità cristiane – in particolare gli uffici missionari, in collaborazione con quelli catechistici e liturgici – devono farsi coraggiosi promotori del servizio alla Parola: con la differenziazione delle sue proposte, con la lettura dei segni dei tempi, con un servizio della carità ispirato alla visione cristiana della persona, con uno scambio più programmato e generoso di risorse pastorali e personali tra le Chiese vicine e le Chiese missionarie”. La seconda: “La relazione con i luoghi esistenziali e gli ambienti della vita sociale” che “deve diventare più comune e assidua. L’incontro con gli ambienti e i tempi della vita, in particolare i giovani e le famiglie, sono momenti privilegiati dell’attenzione alla vicenda esistenziale, senza la quale gli uomini non incontrano il Signore risorto”.