” “”Una nuova ondata repressiva contro siti internet e pubblicazioni indipendenti in Cina” è stata denunciata da Reporter senza frontiere, l’associazione internazionale a tutela della libertà di stampa. Nei giorni in cui l’Unione europea continua a portare avanti il suo dialogo con la Cina sul tema dei diritti umani, Reporter ricorda invece che nel Paese asiatico “la libertà di espressione sta sempre peggio”. E cita una serie di casi eclatanti: la chiusura, il 23 settembre, da parte del governo, della versione cinese del sito Wikipedia, una enciclopedia on line che riunisce articoli sulle minacce ai diritti umani in Cina; la chiusura, il 13 settembre, del forum di discussione on line Yi TaHu Tu, nato nel 1999 da uno studente dell’università di Pechino e frequentato da circa 300.000 navigatori che dibattevano di temi quali la corruzione, i diritti umani, l’indipendenza di Taiwan; la chiusura nel mese di settembre del bimestrale economico Zhanlue Yu Guanli a seguito di un articolo critico nei confronti del regime nord-coreano dell’economista Wang Zhongwen. Reporter sans frontieres chiede al governo “di autorizzare la pubblicazione del bimestrale e la ripresa delle attività degli altri due siti”. Ma ancora più gravi sono i casi dell’arresto, avvenuto il 17 settembre, del giornalista Zhao Yan perché accusato di “fornire segreti di Stato all’estero”, per cui potrebbe essere incolpato di “tradimento” con il rischio della pena di morte. Secondo il governo il giornalista avrebbe scritto un articolo sul New York Time, ma il giornale americano smentisce. Reporter chiede “l’immediato rilascio” di Zhao Yan e ricorda un caso analogo che riguarda un altro giornalista Wu Shishen, in carcere dal 1992 e condannato all’ergastolo. “L’Unione europea afferma l’organizzazione – e la Commissione europea condannino la chiusura di queste pubblicazioni e gli arresti dei giornalisti”.