” “Tutti dobbiamo sentire “accanto a noi la presenza degli angeli”, in un mondo macchiato dal peccato e dal male, lasciandoci guidare da loro, verso la volontà di Dio e i suoi comandamenti. Con un “fuori programma” rispetto al testo ufficiale, il Papa si è soffermato oggi a sorpresa nella tradizionale udienza del mercoledì, la prima in piazza S. Pietro dopo il “riposo” estivo a Castelgandolfo – sulla figura dell’angelo custode, che rischia di essere “dimenticata” nel modo attuale di vivere la fede. Prendendo spunto dall’odierna festa liturgica degli arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele, Giovanni Paolo II ha ricordato che la festa di oggi e quella “imminente dei santi angeli custodi, ci spingono a pensare alla premura con cui Dio si occupa della persona umana”. Altro tema della catechesi, incentrata sul Salmo 44, la “bellezza” , che non è mai “fine a se stessa”, ha sottolineato il Pontefice. “La bellezza ha ammonito si deve coniugare con la bontà e la santità di vita così da far risplendere nel mondo il volto luminoso di Dio buono, mirabile e giusto”. Soffermandosi sulla natura di “canto nuziale” del salmo in questione, che “esalta la bellezza e l’intensità del dono d’amore tra i coniugi”, Il Papa ha definito la “bellezza dello sposo”, “uomo perfetto e affascinante”, il “segno di uno splendore interiore e della benedizione divina”: “In un mondo spesso segnato da bruttezze e brutture ha commentato il Santo Padre questa immagine è un invito a ritrovare la ‘via pulchritudinis’ nella fede, nella teologia e nella vita sociale per ascendere alla bellezza divina”.