“È lo Spirito il protagonista del nostro incontrarci, tra uomini e donne di religioni e culture diverse, nel comune e condiviso intento di invocare e cercare vie di pace per l’umanità intera”. Introducendo la tre giorni milanese di “Religioni e culture”, l’arcivescovo del capoluogo lombardo, Dionigi Tettamanzi, ha sottolineato la positiva esperienza del meeting internazionale per la pace, promosso dalla Diocesi ambrosiana assieme dalla Comunità di Sant’Egidio e che ha portato a Milano centinaia di rappresentanti delle Chiese dei cinque continenti. Nella celebrazione che ieri ha aperto i lavori, il cardinal Tettamanzi ha proseguito con un ricordo delle vittime dell’Ossezia: “Lo stesso Spirito fa sgorgare in noi un’accorata preghiera per i bambini e per tutte le persone che hanno trovato la morte nell’inutile, vile, spietata strage di Beslan. È lo stesso spirito che continua a donarci la speranza che anche il cuore più indurito dell’uomo può sempre aprirsi alla conversione e che la barbarie del terrorismo cessi di insanguinare la terra”. L’arcivescovo ha poi ricordato che oggi esistono “nuove e gravi forme di schiavitù”, prodotte “dalla miseria e dalla guerra, dall’ingiustizia sociale e dai soprusi dei potenti, dai miti del successo e dalla manipolazione del consenso”, di fronte alle quali occorrono nuovi percorsi di pace, la quale può diventare realtà quando “uomini e donne di buona volontà, a qualsiasi fede o cultura appartengano, si uniscono ad invocarla come dono dall’alto e a costruirla dentro i processi della storia”.