"Preghiera e testimonianza". È l’impegno sollecitato da molti vescovi italiani ai fedeli delle proprie diocesi dopo la strage nella scuola di Beslan (Ossezia), in cui hanno perso la vita 394 persone di cui 156 bambini. Tra gli altri, mons. Antonio Mattiazzo, vescovo di Padova, all’apertura del nuovo anno pastorale diocesano, ha affermato: "Abbiamo presente l’orribile massacro avvenuto in Ossezia, in cui sono rimasti uccisi anche tanti bambini. Vediamo come c’è bisogno di redenzione, bisogno dell’amore e della misericordia di Dio per questo nostro mondo. Questi fatti devono sollecitare ancor di più il nostro impegno di preghiera e di testimonianza". Per mons. Mattiazzo, "non possiamo ignorare e disattendere le vicende turbolente del nostro tempo, le sofferenze di tanti poveri, le numerose vittime di una insana e cieca violenza provocata da guerre e dal terrorismo, ancor più assurdo quando si compie in nome di Dio e si ammanta di pseudo-religiosità". Numerose anche le iniziative con cui le diocesi italiane ricorderanno le vittime della scuola di Beslan. Nella diocesi di Livorno, ad esempio, ci sarà un fiaccolata mercoledì 8 settembre, festa della natività della Beata Vergine. "Accendere le candele si legge in una nota diffusa oggi dall’Ufficio stampa diocesano – sarà il segno della solidarietà della nostra città con il mondo intero di fronte all’orrendo crimine che ha visto coinvolti anche centinaia di bambini, sarà un gesto di pace, contro ogni forma di terrorismo, di odio e di violenza, sarà un momento di preghiera in cui saranno affidate alla Madonna tutte le persone coinvolte nella tragedia".