PROCREAZIONE ASSISTITA: SPAGNOLO (CATTOLICA), “ERRORI” SPESSO DOVUTI A “IMPROVVISAZIONE”, “NECESSARIA” LA NUOVA LEGGE

” “”Errori” dovuti alla relativa “semplicità” delle tecniche, o a “improvvisazione” scaturita dalla mancanza di “certificazioni particolari” per eseguirle, richieste invece dalla nuova legge. Antonio Spagnolo, del Centro di Bioetica dell’Università Cattolica, commenta in questi termini i due casi di Torino e Modena, giunti in questi giorni alla ribalta delle cronache. Nel capoluogo piemontese, infatti, uno scambio di provetta ha costretto due donne ad assumere una pillola per interrompere la procreazione medicalmente; più eclatante ancora il caso emiliano, dove sempre a causa di una “provetta sbagliata” sono nati due gemelli neri ad una coppia bianca. “Non ha nessun significato accostare tali episodi alla nuova legge”, dichiara al Sir Spagnolo precisando che si tratta di fatti avvenuti diverso tempo fa, quando la legge 40/2004 (approvata più di sei mesi fa) non esisteva ancora. Il dato su cui riflettere, secondo Spagnolo, è che “si tratta di tecniche talmente ‘semplici’ e redditizie” e che “molta gente si imbarca in imprese di questo tipo, per le quali non sono previste certificazioni particolari”. Ciò spiega, osserva l’esperto, “l’enorme ricorso alla pratica della fecondazione artificiale: più che risolvere le cause reali dell’infertilità di coppia, impegnandosi in lunghe ed accurate indagini di laboratorio per vedere se ci sono alterazioni ormonali ed eventualmente trattarle – tutte operazioni che richiedono vera competenza – si preferisce seguire la via più facile e a portata di mano”. Fino alla nuova legge, che invece richiede una vera e propria procedura di “accreditamento” per i medici e i centri autorizzati. “Il caso di Torino – aggiunge Spagnolo – anche se frutto di uno scambio, cioè di un errore materiale, rafforza il ‘no’ alla fecondazione eterologa, vietata dalla nuova legge, che oggi si dimostra sempre più necessaria se non si vuol tornare al ‘far west’ precedente”.