ITALIANE RAPITE IN IRAQ: ASMAE DACHAN (DONNE MUSULMANE), "RINNOVEREMO L’APPELLO FINCHÈ NON SARANNO LIBERE"

"Siamo disposte a rinnovare più volte l’appello finché le due donne italiane non saranno liberate". Lo ha promesso Asmae Dachan, presidente delle donne musulmane d’Italia, comunicando anche l’intenzione dell’organizzazione di tradurre in lingua araba il testo del loro appello e di inviarlo ai due maggiori canali arabi televisivi, Al Jazira ed Al Arabia. "Siamo sotto choc – dice Asmae Dachan – sia perché hanno preso due donne, sia per la modalità di sequestro con 20 uomini armati entrati in un luogo di pace, e sia perché hanno colpito due volontarie che stanno spendendo i migliori anni della loro vita sacrificandosi per alleviare le sofferenze del popolo iracheno, senza chiedere nulla in cambio dando solo il proprio amore con grande generosità. È una vicenda che ci lascia davvero allibite". Dachan ricorda che ogni forma di terrorismo e di violenza contro donne e bambini è condannata dal profeta. "Il Corano – spiega – proibisce la guerra come forme di offesa alle popolazioni e consente solo la guerra di difesa. E anche in questo caso il profeta raccomandava di non toccare, le donne, i bambini, gli anziani, gli animali, la vegetazione e i religiosi nelle loro chiese e nei loro monasteri. Quindi se ci fosse combattimento, questo dovrebbe essere solo tra uomo e uomo. Qui addirittura non stiamo parlando né di combattimento né di guerra. Ci sono due ragazze che sono andate in Iraq come operatrici di pace per aiutare il popolo iracheno". "Sono due civili, sono due donne e sono due volontarie che sono andate lì per difendere un popolo che non è neanche il loro, dimostrando un’umanità che l’Islam incoraggia e loda".” ”