IL PAPA AL CORPO DIPLOMATICO: "VITA", "PANE", "PACE" E "LIBERTÀ" LE QUATTRO SFIDE DEL 2005 (2)

"Alla prepotenza si deve opporre la ragione, al confronto della forza il confronto del dialogo, alle armi puntate la mano tesa: al male il bene". E’ quanto ha raccomandato il Papa al corpo diplomatico, parlando della "sfida della pace" che – nonostante le "le guerre e in conflitti armati che da une stremo all’altro del globo causano innumerevoli vittime" ed il "fenomeno crudele e disumano del terrorismo, flagello che ha raggiunto una dimensione planetaria ignota alle precedenti generazioni" – incontra anche "segni incoraggianti": ad esempio in Medio Oriente, "dove il crudele confronto delle armi pare sopirsi, ed aprirsi uno sbocco politico verso il dialogo e il negoziato". Come "esempio privilegiato di pace possibile" Giovanni Paolo II ha nominato l’Europa, dove "nazioni un tempi fieramente avversarie ed opposte in guerre micidiali si ritrovano oggi insieme nell’Unione Europea". La prima "sfida" da vincere per il 2005 è secondo il Papa quella della "vita". "Una ricerca scientifica che degradi l’embrione a strumento di laboratorio non è degna dell’uomo", ha ammonito in merito all’impiego delle cellule staminali embrionali nella procreazione assistita. Riguardo alla famiglia fondata sul matrimonio, il Pontefice ha auspicato che non venga "minata da leggi dettate da una visione restrittiva ed innaturale dell’uomo". Partendo dai "dati drammatici" sulla fame nel mondo, per vincere la seconda "sfida" (quella del "pane") il Papa ha chiesto "un’ampia mobilitazione morale dell’opinione pubblica", sulla base del principio della "destinazione universale dei beni della terra". L’ultima "sfida" nominata dal Pontefice è quella della "libertà", soprattutto della "libertà religiosa". "In tutto il mondo – ha auspicato rinnovando "l’appello già tante volte espresso dalla Chiesa" – la libertà religiosa sia protetta da un’efficace tutela giuridica e siano rispettati i doveri e i diritti supremi degli uomini per vivere liberamente nella società la vita religiosa".