La visita del presidente Ciampi in Calabria il 13 e il 14 gennaio deve essere segno di una presenza reale dello Stato in questa regione. Lo ha detto al Sir mons. Domenico Tarcisio Cortese, vescovo di Mileto-Nicotera-Tropea e vice presidente della Conferenza episcopale calabra, alla vigilia della visita di Carlo Azeglio Ciampi in Calabria.
“La visita del presidente della Repubblica Ciampi ha detto mons. Cortese – deve essere vista come un fatto della presenza dello Stato per superare alcuni momenti difficili della nostra storia, per la quale dobbiamo essere tutti uniti dal vertice alla base, perché altrimenti alcune battaglie come la criminalità organizzata, la disfunzione dello Stato, la disoccupazione, fenomeni che rendono la nostra terra barcollante, non si riescono a vincere". Questo viaggio va visto – secondo il presule calabrese – in termini di “presenza, di sostegno e di incoraggiamento per camminare insieme affinché la Calabria diventi partecipazione piena alla vita dello Stato e lo Stato faccia sentire la sua presenza in questa regione che per 150 anni è stata periferica, dove non è arrivata spesso l’energia, la forza e il sostegno dello Stato”. “Noi – conclude mons. Tarcisio Cortese – abbiamo una democrazia che è un po’ frenante, che fa osservare le leggi ma non sempre dà impulso al cammino della gente”. Il capo dello Stato visiterà i due capoluoghi di provincia di Vibo Valentia e Crotone: nel 2001 Ciampi era stato a Catanzaro, Reggio Calabria e Cosenza.