NAPOLI: GESUITI E PREFETTO, "DUE STRATEGIE PER BATTERE LA CAMORRA"

Repressione della criminalità organizzata, interventi di sviluppo sociale e civile, certezza della pena, lotta alla cultura dell’impunità, denuncia dei reati. Queste, secondo il gesuita padre Domenico Pizzuti, le "strategie" più adeguate per combattere a Napoli la criminalità organizzata. Se ne è parlato ieri sera nell’ambito di un dibattito promosso dal collegio dei professori gesuiti della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale sul tema "Per una città sicura: tolleranza zero a Napoli", al quale è intervenuto anche il prefetto di Napoli, Renato Profili. Obiettivo dell’incontro è stato cercare di individuare "quali sono le strategie più efficaci per combattere le varie forme di criminalità che nel territorio attentano alla vita ed ai beni dei cittadini". "Meglio la repressione della criminalità organizzata e diffusa – ha chiesto Pizzuti – o interventi di crescita sociale e civile per togliere l’humus che contribuisce alla crescita dei comportamenti devianti e criminali? O ambedue le strategie, considerata la specificità della situazione napoletana per la persistenza ed attività della famiglie della criminalità organizzata?". Il prefetto Profili, dopo aver raccontato all’uditorio gli sforzi messi in campo per contrastare la camorra, ha sottolineato la necessità "della certezza della pena, combattendo la cultura dell’impunità". "I cittadini – ha aggiunto il prefetto –, in questo modo, sono anche invogliati a denunciare i reati che subiscono". Per il prefetto Profili sono, indubbiamente, importanti anche le politiche sociali e ha ricordato il suo impegno nel portare avanti "un progetto che vede protagonisti sette quartieri a rischio di Napoli, nei quali si promuove il processo di socializzazione delle giovani generazioni, sottraendole all’influenza negativa della criminalità".