In Thailandia la rete Caritas, attraverso il Coerr-Caritas Tailandese, ha elaborato un primo piano di interventi, per l’assistenza e la riabilitazione delle zone colpite dal maremoto per un totale di circa 500.000 euro. Il piano prevede la ricostruzione di abitazioni e il sostegno (anche psicologico) per tre mesi a 3.000 persone tra le più povere e per un anno a 1.000 persone particolarmente vulnerabili (vedove con figli, disabili…). La maggior parte dei beneficiari saranno famiglie di pescatori poveri. In Indonesia la rete Caritas è in collegamento con il Servizio di crisi e riconciliazione della Conferenza episcopale locale (Kwi). Gli interventi sono più difficoltosi perché sono ripresi gli scontri tra separatisti e governativi. Ci si sta concentrando nella raccolta fondi e nel trasporto e distribuzione degli aiuti, anche attraverso il coordinamento di gruppi di volontari locali che possano portare avanti le attività di distribuzione nella Costa Occidentale di Aceh e a Banda Aceh. Nelle ultime due settimane sono state effettuate 48 spedizioni di cibo, coperte, sacchi a pelo, medicinali. Si sta anche valutando un intervento a medio termine in favore dei bambini orfani o separati dai genitori si calcola che siano almeno 35.000 allestendo per loro aree protette dove possano essere accolti in tutta sicurezza. Dall’India, Terry Dutto, inviato dalla Caritas italiana, spiega che prosegue la fornitura di abitazioni temporanee e molti profughi continuano a lasciare i campi, o gli edifici scolastici in cui avevano trovato riparo. Qui le scuole riprenderanno il 17 gennaio. "Le distribuzioni sono state continue fin dal primo momento dopo l’arrivo dell’onda. La logistica è facilitata dalla semplicità della gente che vive di riso e di poco altro".” “