CONVEGNO SU MOUNIER: CAMPANINI, L’INTELLETTUALE CATTOLICO TRA "DOVERE" DELL’IMPEGNO E "REALISMO CRISTIANO"

L’intellettuale ha il "dovere" dell’impegno, a partire dalla "lezione del realismo cristiano", che consiste nella "capacità di coniugare senso della storia e apertura alla trascendenza, rispetto della tradizione e apertura al nuovo". Giorgio Campanini, docente di storia delle dottrine politiche all’Università di Parma, ha sintetizzato in questi termini l’eredità di Emmanuel Mounier a 100 anni dalla nascita, intervenendo al Convegno internazionale dedicato al filosofo, in corso all’Università Pontificia Salesiana di Roma. "Abbandonare una cultura del possesso e del dominio a favore di una cultura del possesso e del dialogo", è per il relatore uno degli imperativi di fondo del padre del personalismo, secondo il quale l’intellettuale cattolico è chiamato a "mediare fra l’appello alla santità e la responsabilità della politica", in modo da costruire una società "fondata sul rispetto della persona, sull’impegno della vita personale e collettiva". "Di fronte al rischio di una lettura riduttiva, ed alla fine deformante, del cristianesimo – ha detto Campanili soffermandosi sul legame, tracciato da Mounier, tra "impegno" e "discernimento" – occorre resistere ad ogni tentazione razionalistica così come ad ogni tendenza alle deviazioni sentimentalistiche e misticheggianti, per ritrovare l’autenticità, la severità, l’impegno nella storia, assumendo fino in fondo la verità del Dio che si fa uomo". Per Mounier esiste dunque una sorta di "dovere di incarnazione", pur nella consapevolezza "della strutturale ambiguità della storia degli uomini; farsi carico di questa storia è l’unica strada percorribile per un credente che non voglia ridurre la comunità cristiana a una ‘casa di riposo’ o ad una ‘congrega di bigotti che si nutrono delle ‘biblioteche rosa della devozione’". Il cristiano dell’impegno, ha concluso Campanini, è per Mounier colui che "ha recuperato il gusto  e l’attitudine al rischio. Restituire alle nuove generazioni cristiane questo coraggio e questo gusto – abbandonando le facili sicurezze di un mondo chiuso ed autoreferenziale – è il compito che spetta ancora oggi al cristianesimo".    ” ” ” ”