"Non si può fare la rivoluzione personalista senza che le donne prendano in mano il loro destino". Per Giulia Paola Di Nicola, docente di politiche sociali all’Università di Chieti e condirettrice della rivista "Prospettiva persona", la "lezione " di Mounier sulla "questione femminile" è nella sua sostanza ancora attuale, soprattutto grazie alla sua capacità di far ricorso al "ruolo critico e innovativo che le donne possono rivestire per la costruzione della civiltà dell’amore". Intervenendo al Convegno internazionale in corso a Roma (presso l’Università Pontificia Salesiana) per il centenario della nascita del filosofo francese, la relatrice ha sottolineato che "il personalismo prende le distanze dal familismo retorico e ipocrita che idolatra la famiglia e ne fa una gabbia soffocante, per poi di fatto abbandonarla a sé stessa. L’ideale borghese della famiglia alimenta una pseudo-spiritualità femminile contrabbandata per virtuosa, quando ‘vocazione femminile’, dono di sé’ significano semplicemente la rinuncia anticipata alla formazione del sé". Al contrario, per Mounier "la valorizzazione della donna esige che la vita privata interagisca senza esaurirsi nella sfera pubblica. La vita privata non si oppone alla vita interiore, né alla vita pubblica, essa prepara l’una e l’altra a comunicare reciprocamente le loro risorse". "Il protagonismo delle donne ha spiegato Di Nicola sembra a Mounier comportare l’affermazione di valori umani universali, come la tenerezza, la cura, la donazione di sé, considerati tipici delle donne, dunque ‘inferiori’, ma che oggi appaiono invece indispensabili per costruire una società più umana". "In una nuova visione antropologica", è l’auspicio – ancora oggi da realizzare – del filosofo francese, "l’emergere della soggettività femminile imporrà il capovolgimento dei paradigmi su cui si regge la cultura della ragione senza amore, dell’individuo senza donazione, del calcolo senza gratuità. Il nuovo Rinascimento che Mounier auspica non si potrà realizzare senza una ricongiunzione e una ripurificazione dei valori della femminilità e della mascolinità". ” “